Presepe dei Blogger 2010

Stasera mi sento uno scoiattolo, rintanato nella sua tana in mezzo alla paglia calda e con le sue noccioline di scorta x l’inverno…yum …yum. Ed allora quale sera migliore per fare il presepe? Si ok, gli scoiattoli non lo fanno il presepe, ma suvvia un po’ di fantasia! Siamo su internet no? Tutto è possibile!(almeno finchè la Carlucci non ci mette su le mani).

E come a Napoli ogni anno modellano nuove statuine ispirate alla cronaca dell’anno che sta per finire, Kaos se ne esce con la sua personale produzione. Statuine un po’ particolari in realtà :-) . Io ne ho presa una e potete farlo anche voi, purchè abbiate un blog. Io ho scelto l’angelo bianco Michael Jackson.

L’ho sistemato sulla capanna e subito Maria si è mossa finalmente alzando la testa china sul bambinello per guardare quello strano essere. Dopo averlo fissato per un po’ , gli fa:” Ciao Angioletto!…sai che assomigli ad un famoso cantante?!”…”Sono Michael Jackson infatti, e son trapassato da poco…mi han messo qui per questo credo”…Maria è un po’ perplessa. “Sei Jackson?? Non mi prenderai mica in giro vero? Io è un po che non vedo la Tv ma il cantante che dico io era nero”…”Si si son io, solo che mi son sbiancato un po’, in realtà avevo una malattia ma nessuno mi ha creduto e son morto di dolore”….”Povero tesoro, beh certo di cose ne ho sentite su di te, sei sempre stato un po’ strano figlio mio!”….Michael si dispiace di ciò pensando che almeno nel presepe avrebbe dovuto  trovare comprensione ed amicizia. “Enricooo, scusa Enrico mi puoi togliere da qui, quella li mi fissa e mi fa domande, puoi mettermi sulla porta? Tanto guarda, sono abituato ad esser in vetrina”

Mentre mi accingo a spostarlo, lui lancia un occhiata alla capanna e Maria d’istinto copre il bambinello. Michael si incazza e gli urla” Mariaaaa, ancora devi spiegarci com’è che sei vergine ed hai partorito un bambino…”

Michael sta proprio bene sulla porta comunque.

Bun Natale a tutti.

…per ora nulla da dichiarare!

…..

La Svizzera contro i minareti, l’Europa in imbarazzo.

La Svizzera contro i minareti, l’Europa in imbarazzo

1 dicembre 2009

E per il Vaticano è “un colpo all’integrazione”

di Marco Politi

Irritazione e disagio emergono dall’Europa civile dopo il referendum della vergogna, che in Svizzera ha proibito la costruzione di minareti. Hanno vinto gli xenofobi, che inalberavano manifesti con donne pesantemente velate e minareti in forma di missili. Il 57 per cento degli elettori elvetici si è schierato per il divieto.
“Scioccato” è il ministro degli Esteri francese Kouchner, turbato il Consiglio d’Europa, per Fini è un “formidabile regalo” all’islamismo radicale, per il presidente dell’Ue Bildt è un “segnale negativo”. In Vaticano il presidente del Consiglio pontificio per i Migranti, monsignor Vegliò, condivide la posizione dei vescovi svizzeri: “duro colpo alla libertà religiosa e all’integrazione”. L’Osservatore equipara il veto alla proibizione dei crocifissi. Lo stesso governo svizzero tenta di tranquillizzare invano i musulmani residenti nella Confederazione , dove rimarranno le quattro moschee con minareti.

Nel panorama spicca la provocazione della Lega. “Ora bisogna mettere la croce nel Tricolore”, ha esclamato il viceministro Castelli. Una boutade surreale se l’idiozia aggressiva leghista – che un giorno vuole buttare nel cesso la bandiera nazionale, un altro è ansioso di insignirla della croce e ad ogni buon conto ogni tanto fa marciare propri esponenti con maiali mandati a orinare su terreni previsti per la costruzione di moschee – non rispondesse sempre ad un obiettivo preciso: scardinare la comunità nazionale, frenare l’integrazione fra gli italiani e gli “altri”.

Troppo facile, però, indignarsi solo per il voto svizzero. La questione oggi è decidere come affrontare l’immigrazione e l’integrazione dei musulmani che abitano e lavorano in Italia. Intanto l’islam è da noi la seconda religione con un milione e mezzo di aderenti. Qualche centinaio di migliaia di giovani appartengono già alla seconda generazione. Tra l’altro, nelle province del voto leghista, gli slogan xenofobi si accompagnano notoriamente ad un intenso impiego di manodopera extracomunitaria. Perché il “negro” in fabbrica o nelle cucine dei ristoranti va bene, ma come essere umano titolare di diritti dovrebbe andarsene “ai paesi suoi”. Esattamente ciò che non avverrà come non è avvenuto negli altri paesi d’Europa.

Omar Jibril, ventiseienne milanese di padre egiziano e mamma sarda e presidente dell’Associazione Giovani Musulmani, sospira dopo il referendum svizzero: “Come si può votare sui diritti di una minoranza? É inaccettabile”. Poi spiega: “Non siamo qui per caso, se qualcuno pensa che chi è arrivato si fermi per fare soldi e poi andarsene, sbaglia”. Jibril, oggi a Torino (Circolo dei Lettori) protagonista di un convegno sulla seconda generazione islamica, soggiunge: “Siamo giovani come gli altri, chiediamo di poter professare la nostra religione e al tempo stesso ci sentiamo coinvolti quando si parla della Finanziaria, della Fiat ad Arese o della disoccupazione. Vogliamo contribuire alla crescita del Paese. Quando ci sono i mondiali, cantiamo l’inno di Mameli con i calciatori”.

Janiki Cingoli, direttore del Centro italiano per il Medio Oriente (uno degli organizzatori del convegno di Torino) sottolinea che l’islam non è qualcosa di esterno, ma è parte della storia europea, ne è “elemento costitutivo, insieme alle più antiche radici cristiane, ebraiche ed anche laiche”. Giustamente Cingoli sottolinea che non si tratta soltanto di parlare di diritti e doveri, ma in primo luogo di individuare un “accesso guidato alla cittadinanza”. Perché il fenomeno dell’immigrazione abbandonato a se stesso non può che alimentare le spinte negative di chi lo considera una minaccia.

L’Italia è in stand-by. Nel precendente governo Berlusconi l’ex democristiano Pisanu, ministro degli Interni, aveva messo mano ad una Consulta islamica. Il suo omologo Amato, nell’ultimo governo Prodi, aveva continuato formando anche una Consulta giovanile interreligiosa. Primo passo di un percorso che avrebbe dovuto portare ad una rappresentanza dell’Islam italiano. Così come esiste in Francia, Gran Bretagna, Germania, Spagna. Si stava inoltre aggregando, sotto gli auspici di Amato, una Federazione dell’Islam italiano con la partecipazione della Coreis, della Lega islamica mondiale in Italia, dell’Associazione delle donne marocchine, del Centro islamico culturale che gestisce la Grande Moschea di Roma. Il ministro Maroni ha invece congelato tutto. Non ha più convocato la Consulta né preso iniziative. Giugno scorso i membri della futura “Federazione” gli hanno scritto ufficialmente per riprendere il confronto, il ministro degli Interni non ha nemmeno risposto.

É più facile lasciare che nei comizi la Lega agiti il vessillo dell’identità cristiana e intanto non discutere concretamente di rappresentanza, di costruzione delle moschee, di formazione degli imam, di assistenza ai fedeli musulmani negli ospedali e nelle carceri. Paolo VI aveva favorito la nascita della Grande Moschea di Roma. Gli odierni cristiani senza Cristo – che amano riempirsi la bocca del vecchio parere del Consiglio di Stato secondo cui la croce è simbolo religioso in chiesa e simbolo “altamente educativo” in ambienti laici – lasciano che i musulmani d’Italia, adoratori dello stesso Dio di Abramo, preghino per strada o in scantinati, garage, penosi locali di fortuna. Censire le settecento cosiddette ‘case di preghiera’ musulmane in Italia è censire una vergogna. Ma fare incancrenire la situazione è utilissimo per agitare il fondamentalismo. Così i conti tornano.

Spot Ministeriale per il 1° dicembre World AIDS DAY!….

Spot ministeriale 2009. Ovviamente non si nomina mai il preservativo utile alla prevenzione. Sembra che la lotta all’Aids si possa fare solo facendo le analisi, che al limite ti dicon che sei già malato.

Bello!! NO, NO, MOOOOLTOOOO BELLO!  Complimenti a Ozpetek per essersi prestato a questa merda!

 

1° Dicembre 2009

Non ho paura di dire PROFILATTICO!

Non ho paura di un oggettino che può tenermi al sicuro.

Non ho paura di un momento che può salvarmi la vita e che posso trasformare in qualcosa di estremamente erotico.

Mettiti e metti il profilattico al tuo partner, solo così farai sesso sereno, solo così farai sesso sicuro!

Sono un sempliciotto!

Mi fa ridere…si, mi fa proprio ridere! Pensare che c’è gente che vive nell’eterna convinzione che tutti intorno a loro siano falsi, doppiogiochisti e con secondi fini! Ma come fate a vivere ragazzi miei?

Capisco non cadere sempre come pere cotte nei tranelli della vita e dei furbi ma passare i proprio giorni, con le mani sul culo per paura di qualche siluro o legger tutto quel che si sente come un enigma da svelare, sinceramente è penoso. Per voi mica per me…anzi no anche per me. Si perchè diciamolo, io, credetemi son proprio sempliciotto. Non pensate che se vi dico che mi è piaciuto il regalo che mi avete fatto, sia perchè sotto sotto vi voglia dire che fa schifo o che voi invece il regalo non me lo avete fatto( mi è successo). Sono un ingenuo ragazzi, mannaggia! Se vi racconto di quel ragazzotto con la dote ( !) in cm., magari sapendo che il vostro lui non è tale, non è perchè voglio vantarmi ma semplicemente per il piacere di farvi partecipare alle mie vicende! (anche questo mi è successo)….

Infine se mi buttate li che avete il weekend libero e non sapete che fare ed io non vi invito a Torino…beh chiedetemelo. In fondo mi conoscete e sapete che sono babbo e magari non ci arrivo se la prendete così larga!

Ok?…bene?….ooohhh l’ho detto!

PRESTO SARA’ IL 1° DICEMBRE!

…e presto  succederà nulla o quasi.

Cosa farà il ministero della Sanità? Avrà da pensare alla Suina e ai vaccini comprati che deve ora far fuori.

Cosa faranno i telegiornali? Avranno da parlar della riforma della giustizia, del sig. Berlusconi e quant’altro.

Figuriamoci se perderanno troppo tempo per pubblicizzare  la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Visto cosa han fatto l’anno passato non spererei nulla di più di qualche siparietto all’interno di un tg.

E cosa farà il mondo di Internet?……

Insieme alle Associazioni che di norma son quelle che ancora si fanno il mazzo, per tener alta l’attenzione verso una malattia che ancora esiste anche se non si vede più, il mondo di Internet dovrebbe darsi da fare! Se vuole mantenere fama di organo apolitico e libero dalle logiche economiche. Sappiamo che l’Aids avanza, piano piano fra gli adolescenti anche. Proprio loro che ormai pensano sia una malattia rara e che il preservativo non lo usano mai perchè tanto la si prende solo se gay o drogati.

Figuratevi che il mio medico ancora mi ha chiesto perchè volessi fare il test. Tanto mica ero di una categoria a rischio no?…….senza parole!

Lo stimolo parte da un blogger che adoro per la sua vena critica e per il suo umore rollercoaster, il famigerato Gattonero. Vi giro il suo pungolo….(qui), provate a proporre, io l’ho già fatto.

quando potresti fare non fai…

e poi quando sei bloccato a letto con la febbre vorresti smontare il mondo….siamo proprio strani noi umani!

Furio Colombo per voi, per noi…

In memoria dei diritti umani

1 novembre 2009

Non leggete le storie di Stefano Cucchi, Mariano Bacioterracino ed Elham come se fossero brutte storie tipiche del caotico vivere di massa. Non pensate che a loro “qualcosa è andato storto”, che succede, che è sgradevole, ma la vita, adesso come nel passato, è piena di brutte sorprese.

Le vittime di questo elenco sono un giovane uomo arrestato senza ragione, un pregiudicato nella lista di esecuzione della camorra, un uomo del tutto innocente impigliato nella rete di un’odiosa burocrazia persecutoria. Sono la stessa persona, privata all’improvviso di diritti umani e civili. Quella persona siamo noi, mentre moriamo di botte, moriamo uccisi sui marciapiedi, moriamo di sciopero della fame in un campo di concentramento detto “Centro di Identificazione ed Espulsione”.

Siamo noi persino nello sdoppiamento da malattia mentale che si vede nel video del delitto di camorra: i passanti scavalcano il corpo della persona appena uccisa fingendo di non vedere. Siamo noi che diciamo per bocca del responsabile carcerario che Stefano Cucchi (faccia sfondata, schiena spezzata) “ha preferito dormire, rifiutando il ricovero in ospedale”. Siamo noi quando i medici di un grande ospedale civile vedono per due volte il marocchino Elham detenuto senza reato e senza sentenza, senza avvocati e senza tribunale. Nessun medico fa domande, nessuno ascolta, nessuno vuole sapere. Lo rimandano, un essere umano ridotto a quaranta chili dal suo ostinato sciopero della fame, nel lager di Gradisca, dove è ancora detenuto e morente, mentre io scrivo e voi leggete. Vorrei essere capito. Sto dicendo che noi, noi tutti vittime, colpevoli e testimoni siamo scesi al livello in cui si pestano a morte i detenuti, si scavalcano di fretta i cadaveri, si lascia morire di fame in perfetta indifferenza l’immigrato testardo.

Siamo la stessa gente che ammazza di botte gli omosessuali e ammazza di cavilli procedurali la legge che difende gli omosessuali in modo che questa legge non ci sia mai. Siamo noi il disperato Elham che muore nel lager costruito per punirlo di essere venuto in Italia in cerca di un Paese civile. Siamo noi il carceriere e il medico senza dignità che- per quieto vivere- lasciano morire chi cerca nella morte l’unica fuga. Siamo l’uomo abbattuto dalla camorra, con pochi gesti agili, senza concitazione. Siamo l’assassino che va via senza nascondere la pistola, siamo i passanti che non fanno caso ai cadaveri sui marciapiedi. Siamo i poliziotti che hanno massacrato il giovane Stefano Cucchi e continuano a restare ignoti. Siamo dunque allo stesso tempo il terrore e le vittime del terrore perché i nostri diritti e la nostra decenza sono precipitati in un buco nero immorale e illegale insieme a Cucchi, Bacioterracino, a Elham e ai loro assassini. Poiché ci siamo lasciati degradare fino a questo punto, non ci resta che dire un grazie riconoscente ai genitori e alla sorella di Cucchi che non hanno ceduto; ai giudici del delitto di camorra, che hanno diffuso il tremendo video, affinché tutti vedessero una scena di vita in una città italiana ai nostri giorni; a coloro che hanno fatto arrivare l’ annuncio di prossima morte dell’ immigrato Elham. Queste tre notizie servono almeno a ricordarci quanto siamo arrivati lontani dalla nostra Costituzione e dai fondamenti della Carta dei diritti dell’uomo. In Italia. Oggi.

da Il Fatto Quotidiano n°35 del 1 novembre 2009