Che bello quando sei invitato a casa di amici, nuovi amici. E ci vai senza aver pensieri sul come sarai, a cosa dirai, se ti divertirai. E qualsiasi altro pensiero paranoico che di solito ti prende, non appare neppure. Sintomo di una comunanza tra menti, nata in poco tempo e senza una frequentazione assidua. Non abbiam dovuto, come dire, coltivarla ma è nata da se.
I ricordi che mi ha riportato alla mente la serata son stati innumerevoli, il passato è tornato e la mente è volata alla vecchia e numerosa compagnia di quando ero “sposato”, i sabato sera davanti alla tv, tutti ammassati chi sul divano che per terra sul tappeto, bevendo e mangiando e sparanti cazzate.
L’occasione ieri era vedere insieme la serata di Sanremo dedicata ai duetti. Ancora mi son chiesto perchè e come alcuni personaggi siano su quel palco visto che non sanno cantare. Ma si sà non è quello che si chiede ad un cantante l’essere intonato.
Perlomeno non più. L’era del relativismo è in piena ascesa e quindi è, appunto, tutto relativo.
Non son bastate le stonature dei cantanti (quelle dei non cantanti non mi interessano) a rovinare una serata rilassante e godereccia.
Ringrazio Dodo e Mario i padroni di casa, a cui dedicherò un giorno la canzone A casa di Luca di Silvia Salemi!