Da Sodoma a Hollywood chiude i battenti….

Pubblicato: 26 aprile 2008 in giorni di Elfo
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il Festival del cinema GBLT a Torino ha chiuso ieri sera i battenti, con una serata di premiazioni al cinema Ideal, interventi di artisti stranieri ed italiani e la proiezione del Film THE WALKER in anteprima nazionale.

Il Festival con varie difficoltà ogni anno porta alla luce Film, Cortometraggi e Documentari su tutto quello che è il mondo Queer. Porta alla luce nel senso che spesso la luce viene spostata o spenta dai Media ufficiali, su di un argomento quantomai di interesse sociale in questo periodo. Le tematiche sulle diversità riguardanti la sessualità sono trasversali ad altre tematiche che riguardano il razzismo e soprattutto ad una più larga ignoranza di base su quello che è essere gay piuttosto che africani, mussulmani o quant’altro.

La diversità è sempre più minacciata, in un mondo in cui si scambia il sentimento globalizzante per un molto poco etico UNIFORMARE. La diversità non è un diritto da acquisire ma una realtà intrinseca dell’essere umano e animale, peraltro scientificamente avvalorato. La diversità c’è, esiste e non è cancellabile.E’ alla base dell’evoluzione e rende sicuramente meno noiosa la vita 🙂 è su questo terreno che si combatte ogni anno la guerra al Festival.

Così trovi un documentario sul sindaco(FRANCISCO MAROTO) di un paesino( CAMPILLO DE RANAS) di 50 abitanti nel centro della Spagna, che sposa le coppie gay quando ancora tutti gli altri son contrari alla nuova legge di Zapatero.

Ti incroci nel foyer del cinema con il primo uomo ( Cui Zi’en) che in Cina ha dichiarato in televisione di esser gay e felice di esserlo.

Vieni a conoscenza, grazie a registi coraggiosi(PARVEZ SHARMA regista di A JIHAD FOR LOVE), di movimenti gay e lesbici nei paesi mussulmani, che ogni giorno lottano sfidando condanna a morte e flagellazioni per un diritto che noi abbiamo e forse a volte non consideriamo abbastanza.

Vedi un Musical ”WHERE THE WORLD MINE” che ti apre il cuore, dove un ragazzo grazie ad una pozione, riesce a trasformare in queer un intero paese(chi non vorrebbe almeno una volta nella propria vita cancellare tutti problemi con la bacchetta magica?) per poi accorgersi che non è imponendo un’altra uguaglianza che si raggiunge la felicità.

Tutto ciò ma anche molto di più, con il rammarico che ancor oggi il Festival venga frequentato per lo più da facenti parte la ”minoranza” e poco dal pubblico di massa, qualche addetto ai lavori certo che potrà casomai portar al di fuori qualche documentario o film. Sarebbe bello un giorno che il Festival a tematica Queer arrivasse ad essere considerato a livello di un Festival cinema giovani o dello sport.

Nel frattempo dal canto mio continuerò a sostenere tutti coloro che ci credono, con il mio umile contributo.

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