Antony and the Johnson 10-09-08

Pubblicato: 11 settembre 2008 in visto, guardo, guarderò...
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Chi o che cosa sia Antony non ha importanza. Anzi se volete un consiglio non chiedetevelo proprio. Son sicuro che lui non lo vuole. Antony quando entra sul palco dell’Arcimboldi di Milano, in controluce può esser Gesù nella sua tunica drappeggiata sulla spalla sinistra, ma mi diventa una cantante di colore appena illuminato un po’ di più, nel suo vestito lungo con i capelli a boccoli sulle spalle.

Antony è maschio e femmina, la Callas e Nina Simone il pop ed il melodramma, è la drag di un tempo e l’interprete raffinato di oggi.

Questa sera il pubblico in teatro c’è e vuole esserci e lo dimostra con due fragorosi e lunghi applausi, il campionario e vario. Vedo il tipico H&M addicted come l’incravattato, il sosia dark del cantante come il Gay Bear con camicia a quadri, molti falsi o reali nerd e molti stranieri. L’età dai 25 ai 45 anni in media.

Il concerto è essenziale, non tira via nulla alla voce di Antony che è la protagonista assoluta, nemmeno l’orchestra è mai sopra le righe, sottolinea e non copre. Lui nel centro illuminato appena, spesso con controluce da dietro si muove gesticola a piedi uniti, il suo corpo è percorso da rantoli e scatti e non segue il filo logico di quel che sta cantando, le sue mani cercano immaginari oggetti da afferare. E’ come se tutta la sua voce non bastasse ad esprimere la sua sensibilità ed allora essa cerca altre vie d’uscita scombussolando i gesti. La scelta delle luci è crepuscolare, anche i maestri d’orchestra sono spesso illuminati dalle sole lampadine che rendono gli spartiti leggibili.

Canta Antony senza risparmiarsi i suoi brani più famosi e cita il pop in una versione quasi irriconoscibile di Crazy in love di Beyoncè. Stupendo!

Poco più di un ora di concerto non bastano al suo pubblico, che lo invita, lo richiede e poi lo pretende insistentemente con più di 5 se non 10 minuti di applausi, ma nulla, Antony esce sul proscenio saluta con la manina con l’espressione di chi pensa ”ma voi siete pazzi ad amarmi così tanto, ma ddaiiii” e sparisce per non tornare.

Si Antony è come il crepuscolo, quel momento in cui non è più giorno e non è ancora buio, quel momento in cui ci sentiamo impotenti davanti al tramonto del sole melanconici ma anche il momento in cui prendiamo coraggio per affrontare la notte.

http://www.flickr.com/photos/mitosettembremusica/

 

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commenti
  1. skymino ha detto:

    Pensa che ignorantone che sono.
    Primo, nn sapevo neanche chi fosse.
    Secondo, credevo fosse di colore, ha una voce proprio da tipo di colore.
    Terzo, bella scoperta. 😀

  2. elfo00 ha detto:

    La prosima volta andiamo a vederlo insieme che dici? ciao sky sereno!

  3. pina ha detto:

    ..che dire…non sapevo chi fosse ,l’ho scoperto ascoltando battiato, è stata un’emozione del cuore !!una voce straordinaria capace di trasmettere una molteciplità di sensazioni.

  4. elfo00 ha detto:

    E’ vero…adesso con Battiato molti in Italia lo stanno scoprendo…. ben venuta!

  5. […] troppo amplificata a discapito della voce, ci è sembrata molto più presente che la precedente all’Arcimboldi di Milano nel 2008. Gli archi in particolar modo. Sintonia con i musicisti che l’artista ricerca sempre, […]

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