cerchiamo sempre un capro espiatorio…

Pubblicato: 30 gennaio 2009 in riflessioni di elfo
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Succede dinuovo, creiamo noi le condizioni perchè qualcosa accada e poi un giorno ci svegliamo dal torpore e diamo addosso a chi nulla ha potuto se non approfittare di un vuoto da noi creato!
Da giorni non vedo altro che articoli o servizi in tv sull’espansione esagerata dei Kebabbari. E’ un problema? non mi pare…se lo è chiediamoci come mai riescono ad aprirne così tanti! Non sono illegali, offrono cibo caldo e tutto sommato non così male a poco prezzo ed ad ore impensate…sarà questo il motivo del loro successo? E allooora! Che cazzo vogliamo? Se trovassi all’una di notte come alle 5 del mattino un pizzaiolo o un porchettaro, sceglierei anche di andar da loro ma non ce n’è a quell’ora! Quindi lascio la parola a Gramellini che come sempre sa usare bene le parole e il cervello!

tratto dalla rubrica ”Buongiorno” La Stampa

Bagnacaudabab

Chissà perchè da noi le buone idee non partoriscono libertà, ma divieti. E’ indibbiamente una buona idea quella di ripopolare i centri storici con negozi e ristoranti che diffondano i prodotti tipici del territorio.Ma è una stupidaggine pensare di realizzarla espellendo dai vicoli i kebab e gli involtini primavera. Libero tandoori in libera polenta, avrebbe detto quel goloso di Cavour. Invece di cacciare ”lo straniero” – proprio noi che abbiamo colonizzato il mondo con le pizzerie- sarebbe utile capire le ragioni del suo successo. La possibilità di aprire un esercizio con la semplice autocertificazione, certo. Ma non sarà che i kebab pullulano in tutta Italia perchè incontrano il gusto della clientela, hanno un costo contenuto e restano aperti fino ad ora tarda? Conosco un pizzaiolo che ha scrutinato diversi italiani per il ruolo di aiutante. ”Ma bisogna lavorare pure la notte?” era la loro domanda ricorrente. Sì, rispondeva lui, almeno finchè la gente conserverà la pessima abitudine di mangiar la pizza alle dieci di sera e non alle quattro del pomeriggio. Questa scoperta sensazionale è stata sufficiente a disperderli. Alla fine ha dovuto assumere un marocchino.

Il modo migliore per limitare i kebab non è vietarli, ma liberalizzare gli esercizi pubblici, così da mettere i nostri ragazzi in condizione di aprire i loro spacci di porchetta, cotoletta, pane e salame e bagnacauda. Ma nemmeno l’alleggerimento burocratico potrà bastare, se vivranno il loro lavoro come pena e abbasseranno le serrande quando quelle degli altri saranno ancora alzate.

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commenti
  1. Adriano ha detto:

    ti devo correggere, tu non sai niente di niente. I kebap nascono grazie ad altre situazioni. Ikea fa la raccolta delle coperte per acquisire clienti , non gli frega dei poveri., pagherebbero qualche dollaro in + i loro dipendenti indiani che fruttano amichevolmente. Non fare troppo quello che sà..se non vivi negli ambienti di cui parli.
    Il mio è un consiglio.

    • elfo00 ha detto:

      Ciao Adriano, grazie dell’intervento. Io non so nulla, ho delle opinioni e le scrivo pensando che poi qualcuno le possa anche discutere. Cosa avrei detto di così supponente?…ho semmai difeso il diritto di aprire locali per mangiar la notte a prescindere dalla provenenza etnica di chi li apre. Se poi non sono italiani capiamo perchè. Questo penso di aver espresso o non sei daccordo?
      Riguardo Ikea sai, i clienti non gli mancano e non sono nato ieri, so benissimo per chi lavoro. So anche però che ha un immagine da mantenere e forse riguardo la manodopera che usa anche tu avresti un po’ da informarti. L’India ormai non è più un paese così preponderante nella fornitura di merce e riguarda perlopiù il tessile. Uno dei maggiori fornitori è proprio l’Italia! 🙂 Se poi aderire ad iniziative benefiche è una colpa…boh non son daccordo.

  2. Adriano ha detto:

    poi un’altra cosa… hai chiesto i diritti per la foto (scherzo)? quel kebap l’ho fotografato prima mangiarmelo.. come l’hai avuta non lo so…

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