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Spot ministeriale 2009. Ovviamente non si nomina mai il preservativo utile alla prevenzione. Sembra che la lotta all’Aids si possa fare solo facendo le analisi, che al limite ti dicon che sei già malato.

Bello!! NO, NO, MOOOOLTOOOO BELLO!  Complimenti a Ozpetek per essersi prestato a questa merda!

 

 

http://worldaidsday.org/

http://www.lila.it/index.htm

…e presto  succederà nulla o quasi.

Cosa farà il ministero della Sanità? Avrà da pensare alla Suina e ai vaccini comprati che deve ora far fuori.

Cosa faranno i telegiornali? Avranno da parlar della riforma della giustizia, del sig. Berlusconi e quant’altro.

Figuriamoci se perderanno troppo tempo per pubblicizzare  la Giornata Mondiale contro l’AIDS. Visto cosa han fatto l’anno passato non spererei nulla di più di qualche siparietto all’interno di un tg.

E cosa farà il mondo di Internet?……

Insieme alle Associazioni che di norma son quelle che ancora si fanno il mazzo, per tener alta l’attenzione verso una malattia che ancora esiste anche se non si vede più, il mondo di Internet dovrebbe darsi da fare! Se vuole mantenere fama di organo apolitico e libero dalle logiche economiche. Sappiamo che l’Aids avanza, piano piano fra gli adolescenti anche. Proprio loro che ormai pensano sia una malattia rara e che il preservativo non lo usano mai perchè tanto la si prende solo se gay o drogati.

Figuratevi che il mio medico ancora mi ha chiesto perchè volessi fare il test. Tanto mica ero di una categoria a rischio no?…….senza parole!

Lo stimolo parte da un blogger che adoro per la sua vena critica e per il suo umore rollercoaster, il famigerato Gattonero. Vi giro il suo pungolo….(qui), provate a proporre, io l’ho già fatto.


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Oggi è il primo dicembre, ma solo oggi…e invece sarebbe un giorno per tutti i giorni, un ricordo  da riproporre 365 giorni all’anno. Come quando 16/17 anni fa,facevo l’obbiettore all’Arci e non potevi dimenticarti che in giro c’era l’AIDS. Trovavi volantini, manifesti, pieghevoli ed autoadesivi che ti dicevano dovunque andavi che dovevi tener alta la guardia!Si mostravano i preservativi dovunque perchè diventassero oggetti non più scandalosi, ma di uso comune. Si parlava solo dei gay allora o al massimo dei politrasfusi…gli etero si sentivano al sicuro o quasi. Ma poi il movimento gay con passi da gigante riuscì a far prevenzione ed informazione per il bene di tutti, ed anche gli eterosessuali capirono che forse, tanto al sicuro non erano. Poi come sempre gli umani si abituarono all’emergenza che diventò sempre meno interessante…ed ci ritroviamo ad oggi. I ragazzini non pensano più di dover stare attenti e pensano che il preservativo serva solo contro le gravidanze indesiderate, i gay son tornati alle pratiche più dure senza precauzioni e gli etero continuano a pensarsi quasi immuni dalla malattia, a meno che certo uno non se la vada a cercare! Dove non si sa, ma che importa….tanto l’aids non c’è più. Massì non c’è! Perchè tu la vedi? Io no…..gli ospedali non hanno più i malati in corsia…manifesti e trasmissioni televisive? ma dove??!! Fiùùùùùù che bello…l’Aids non c’è più!

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La ”nuova” battaglia a cui è chiamato l’uomo, contro le malattie che uccidono è quella contro la tubercolosi. Si lo so, incominciamo a storcere il naso e magari ora passiamo ad altro. Non fatelo per oggi. Anch’io ho spento due volte il video che metto qui sotto. Ma l’ho voluto riaccendere e vedere fino alla fine. Perchè fa male vedere persone che stan morendo ma non pensiamo che quelle persone potremmo essere noi, finchè penseremo che la malattia che le sta uccidendo è lontana e non ci toccherà.

L’Europa sta rimuovendo il problema, come dice Anna Cataldi a Vanity Fair:

 l’AIDS è un morbo moderno e, detto tra molte virgolette, glamorous per l’impegno che catalizza nell’ambiente dello spettacolo, e la malaria una piaga esotica confinata nel Sud del mondo,

ma i numeri ci dicono che non si può ignorare l’emergenza. Nel mondo una persona su tre ha il batterio nei polmoni. Il che non vuol dire che uno su tre sia malato, ma il batterio dopo 6 ore di vita nei polmoni, rimane in quiescenza fino al comparire delle condizioni giuste come, un’altra malattia, lo stress…

Il 90% dei casi si manifesta nei paesi poveri ma è proprio lì dove le cure rimangono inadeguate che si sta sviluppando un ceppo molto resistente alle cure e che 9 volte su 10 porta alla morte in poche settimane. Nella sua forma normale la TBC è curabile in 8/9 mesi e già dal primo di cura non si è più infettivi. Tutto per 20 euro a paziente. Ma come dice la Cataldi:

è importantissimo che la malattia sia diagnosticata e le cure proseguite per il tempo necessario, diversamente si sviluppa una seconda ed una terza forma di TBC, le forme difficilmente curabili se non inattaccabili dalle terapie.

Sempre la Cataldi dice che questa è una battaglia contro un ingiustizia che si può combattere. E’ rasserenante poter dire ad un malato ”con poche medicine puoi guarire” e mobilitare la società per un risultato tangibile lo è altrettanto.

A seguire il video montato da James Nachtwey con alcuni suoi scatti fatti là dove la malattia sta uccidendo.