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Beh si apre la scatola gialla e blu a Catania.

Apre in una landa in cui si pensa che Ikea venda roba scadente e di cartone.

Apre Ikea nel piùmeridione in cui si poteva andare in Italia.

Apre Ikea in un posto che mio padre, nella sua innocenza mista a presappochismo, pensa ci siano solo cavernicoli incivili.

Apre Ikea anche con questo claim, che ancora a Torino non hanno mai usato. Scusate, sarò schifosamente aziendalista ma adoro lavorare in IKEA.

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Il mondo ha paura di noi.

Ed ha ragione!…siamo falsi, siamo dei bambini bugiardi mal cresciuti. Il tradimento è cosa facile per noi. Per qualsiasi motivo noi gay tradiamo. Per una cintura di D&G o per seguire il cazzo.

Ci giustifichiamo, diciamo che è perchè siamo liberi, che seguiamo i nostri istinti. Ma non è così. Siamo degli stronzi pieni di paranoie che non si accettano come persone normali e non vogliamo essere accettati come tali. Appena la normalità ci avvicina noi scappiamo a gambe levate terrorizzati. Ce la teniamo ben stretta la diversità, la sbandieriamo come se fosse la cosa migliore su questa terra. Ma, i frutti di questa diversità son tutti marci o non maturano mai.

I meccanismi son sempre gli stessi. Prendi, molla e lascia senza giustifiche, senza spiegazioni…perchè è così che siamo. Futili esserini che vagano in un purgatorio che assomiglia al mondo reale ma non lo è.

Mi fate pena, mi faccio pena!

Non voglio più vedervi…mai più!

LORD (trovate il link al suo Blog qui a lato) scrive sempre meglio. Vi giro questo post che trovo preciso e condivisibile al 100%:
IL GRANDE TABU’ DELL’OMOSESSUALITA’

C’è questa cosa che ci hanno inculcato nella testa fin da piccoli, che parole come sesso, pene, vagina… siano parole brutte. Ma i bambini si sa, non ubbidiscono mai alle assurde regole dei grandi e appena gli si presenta l’occasione, ripetono con orgoglio quello che hanno sentito; dapprima sottovoce, poi con quel piglio insolente di chi sa che sta facendo qualcosa di proibito.
Verso la quinta elementare nella mia classe, ci fu un momento in cui la maestra doveva dosare sapientemente le parole per evitare vocaboli come sega, duro, vengo, scopare in terra, cazzare le vele  e via discorrendo. È una fase che passiamo tutti e che coincide con il periodo del tabù, crescendo per fortuna i tabù si infrangono e la situazione migliora… anche se non per tutti.

Adesso c’è questa cosa che l’Italia sta impazzendo appresso a Tiziano Ferro gay e i calciatori gay e Fabrizio Corona gay e se da piccoli ridevamo quando sentivamo una frase a doppio senso come cazzuola, adesso invece ridiamo per parole come omosessuale e forse è vero che siamo diventati grandi e i tabù sessuali si sono infranti e le frasi a doppio senso ci fanno ridere solo se raccontate sul palco di Zelig; però abbiamo scoperto altri tabù e se da piccoli ridevamo del sesso perché era una cosa proibita e però tutti ne parlavano ma in pochi lo conoscevano realmente, adesso ridiamo del mondo omosessuale perché è una cosa proibita e però tutti ne parlano, ma in pochi lo conoscono realmente. E così pronunciare la parola gay, crea sempre quel misto tra imbarazzo e divertimento e da qualche tempo a questa parte è nato un vero e proprio sport nazionale che presto candideranno alle Olimpiadi e del quale noi italiani diventeremo sicuri campioni e ovvero, scoprire chi è gay nel mondo dello spettacolo.
Tutti quanti bramano per sapere chi è il gay e in fin dei conti se sei gay, come minimo la gente si fa una risatina pensando a quello che fai a letto e poi se ti va peggio ti insultano o se ti va proprio male, passi tra le pagine di cronaca dei giornali.
Tiziano Ferro ha detto a tutti di essere gay.
Personalmente la notizia non mi fa né caldo e né freddo, cioè… voglio dire… Tiziano neanche è il mio tipo e se ci provasse gli direi pure di no e quindi per quale motivo dovrebbe interessarmi se è finocchio?
Eppure si è sollevato immediatamente un coro di quelli che – Hai sentito? E chi lo avrebbe mai detto!! E pensare che non si è mai messo neanche un boa di struzzo! – che si sono contrapposti a quelli che invece  – Te lo avevo detto io!! -.
Effettivamente nel mondo finocchio e in particolare a Roma, la voce di Tiziano cula, già girava da anni e più di una volta è stato avvistato al Gay Village e alcuni amici sapevano cose che non si potevano raccontare e molti altri lo chiamavano Latina Turner e insomma, come si dice… il paese è piccolo e la gente mormorava già da tempo e giù a ricamare e alimentare pettegolezzi.
Cioè, per me Tiziano può essere gay, etero o do’ coio coio, non me ne frega proprio nulla.
La cosa che diventa più interessante però, è vedere cosa ne farà di questa sua dichiarazione tanto sbandierata. Sappiamo già che è di prossima uscita un libro di confessioni pericolose che si preannuncia essere più scandaloso del diario di Laura Palmer… ma dopo aver letto questo libro, cose se ne farà Tiziano di questa sua eredità?
I personaggi dello spettacolo divengono eroi positivi quando sono capaci di dare il buon esempio e la povera Lindsay Lohan è una drogata derisa da tutti, perché non riesce ad uscire dal tunnel di droga, alcol, guida in stato di ebrezza, labbra rifatte e situazioni imbarazzanti. 50cent è un bad boy perché scrive sul suo Twitter che i gay si dovrebbero impiccare e Zachary Quinto è la paladina della giustizia perché sempre su Twitter gli risponde a tono. Paola e Chiara si battono per i diritti gay come neanche i gay stessi hanno voglia di fare e però loro lo fanno solo prima dell’uscita di un nuovo disco. Lady Gaga si schiera contro il don’t ask don’t tell. Tiziano Ferro quale strada prenderà?
In questo momento il livello di aspettative nei confronti del x-verso ragazzo di Latina, è schizzato alle stelle e tutta la comunità omosessuale italiana si aspetta grandi cose da lui e già c’è chi lo vorrebbe a tirare coriandoli dal carro principale dell’Euro Pride. Ebbene, io non lo so cosa farà Tiziano della sua vita, ma credo che il tabù più grande del nostro periodo storico, sono proprio io che sono un finocchio.
È per questo che mi piace parlare serenamente di me e mi piace parlarne senza le frasi forbite o il linguaggio complicato dei medici e io sono gay e voglio raccontarlo con la semplicità con cui un bambino parlerebbe della propria mamma. Non penso di cambiare il mondo figuriamoci, non so cambiare una lampadina, come potrei cambiare il mondo?! Però penso che il raccontarsi tramite i gesti quotidiani, sia l’unico modo per uccidere il tabù dell’omosessualità.

Poche parole, più che altro uno spunto di riflessione…(leggendo il post su Queerblog ma soprattutto i commenti)…

Nessuno si è chiesto se fosse giusto o no mettere al pubblico sbeffeggio il povero seminarista, ripreso dalla Rai durante la tentata aggressione al Papa? Mi chiedo, quel ragazzo, ammesso che sia gay e non è affatto detto, non avrà avuto grane a seguito di tutti i gruppi a lui dedicati su Facebook? Qualcuno mi parlava del fenomeno bullismo informatico, questo potrebbe esserne un chiaro esempio.

Ammetto che appena visto il filmato anche a me è scapata una risata…Ma poi mi son chiesto (anche grazie ad Angelo, un amico) se mai qualcuno ha chiesto il suo permesso per divulgare ed usare in certo modo la sua immagine.

Pensiamoci la prossima volta!

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Sabato 16 maggio è dinuovo ora di scendere in piazza per il Pride 2009. O meglio…GAY PRIDE!

Orgogliosi di esser come siamo, orgogliosi di far capere al mondo che non siamo mostri o alieni, ma gente comune che è differente per un piccolo particolare e cioè le nostre scelte sessuali. La cosa dovrebbe in definitiva non interessare, visto che la sessualità dovrebbe far parte di una dimensione privata dell’individuo. Peccato però che se nella vita di tutti i giorni non siamo liberi di citare il fatto che si conviva con una persona del nostro stesso sesso, in automantico, il nostro gusto sessuale diventa di dominio pubblico e fonte di scandalo. Se devo giustificare il fatto che sono mano nella mano con una persona del mio stesso sesso, sono gli altri che ci stanno chiedendo cosa siamo e non noi a volerlo esplicitare. In definitiva scontiamo il problema di qualcun’altro. Fosse per noi faremo la nostra vita tale e quale quella di tante altre persone che incontri per strada! Ora, visto che ce lo chiedete:” SI! siamo gay e lesbiche va bene?…ok adesso?…Ne siamo orgogliosi!!! E vogliamo combattere per il nostro diritto a esser considerati non pericolosi”.

P.s.: “se ci andassimo come persone “normali”, “ordinarie”, con il nostro maglioncino, giacca, jeans, cappellino, zainetto, ecc., ecc,…di tutti i giorni?”

Il buon LORD è sempre un esempio. Lo A-DO-RO! Da quando ho scoperto il suo Blog non posso farne a meno….a parte le risate che mi fa fare, ha una sensibilità affine alla mia e soprattutto scrive meglio di me. 😛

Tempo fa scrissi di come non sopportassi le esagerazioni durante i Pride e di come avrei desiderato che la Stampa per una volta si concentrasse su tutti i ragazzi e ragazze che sfilavano allegri e felici d’esserci nella loro veste di tutti i giorni….Beh LORD come al solito ha reso molto meglio ciò che volevo dire…ed ora che i Pride si riavvicinano sogno dinuovo di articoli e servizi in tv con noi Gay e Lesbiche “normali”!

Costanzo: Lui è un uomo coraggioso perché va in giro vestito così…

Qualche sera fa il buon Insy era ospite al Maurizio Costanzo per presentare il suo libro e parlare di omosessualità che ovviamente non è che a Insy lo invitano per parlare delle centrali nucleari in Italia e quindi si stava tutti allegramente parlando di finocchi, quando ad un certo punto interviene questo tipo vestito come una sposa con tanto di collana di perle, giacchetta bianca avvitate e cappello messo di tre quarti sulla testa e per un istante sono tutti d’accordo nel dire che è una persona coraggiosa a vestirsi così e chi lo giudica è una persona cattiva. Ma tu guarda, e io che stavo giusto pensando che era ridicolo… sarei dunque cattivo? Io con questa faccetta d’angelo!? Ok, allora se mi dite che sono cattivo, faccio veramente il cattivo, perché mica posso essere sempre quello che scrive racconti sentimentali alla libro Cuore e che parla di futilità e di Lindsay Lohan e tra parentesi, avete visto il suo nuovo spot per la Fornarina quanto è adorabile?! Ma tornando a Costanzo; da quando vestirsi male è sinonimo di essere coraggiosi? Nel senso, coraggioso è andare a fare la cacca in un bagno pubblico o la mia donna delle pulizie quando entrava in camera scavalcando montagne di vestiti era coraggiosa, ma da quando vestirsi in modo assurdo è diventato coraggioso? Perché allora anche Camilla è coraggiosa a mettere i suoi cappelli con piume di fagiano e anche mia madre è coraggiosa ad ostinarsi ad indossare i jeans a vita alta. Ma soprattutto, cosa c’entra tutto questo con l’omosessualità? I gay sono quelli che si svegliano tutti i giorni e vanno a lavoro a prescindere dall’abito che portano, sono quelli che si incontrano con gli amici per andare a mangiare una pizza, che leggono il giornale, che comprano Vanity Fair, che fanno cose che farebbe qualunque altra persona con un minimo di cervello e si, magari qualche volta hanno una voce effeminata o si muovono come Jessica Rabbit o qualche volte sono muscolosi e barbuti, ma questo cosa c’entra con gli abiti che indossano? Ognuno è libero di mettere quello che vuole che sia etero, gay, trans, cane o gatto, ma non si associ la figura del gay con l’essere vestito da pagliaccio perché mi incazzo come avessero rapato a zero la mia Barbie Cher. Dice Costanzo che sono ipocriti quelli che usano la parola “non vedente” anziché “cieco”, ma allora non è ugualmente da ipocriti dire che uno truccato come quelli del Cirque Du Soleil non vada guardato con curiosità e divertimento? All’opinione pubblica fa troppo comodo associare immediatamente l’immagine dello stravagante a quella del gay e guada caso sono proprio i più pagliacci a beccarsi le foto e i primi piani durante i vari gay pride. Sono quelli come questo fantoccio qui, che durante una sciocca puntata del Maurizo Costanzo Show, si beccano tutte le inquadrature perché ad essere gay in giacca e camicia non si è abbastanza riconoscibili e allora facciamo vedere il ridicolo di turno che lui si che si vede che è gay senza il bisogno di mettere i titoli in sovraimpressione. Ho un sacco di amici gay e vi assicuro che nessuno si veste da matta e neanche questo è il punto, perché se si volessero vestire di bolle di sapone come Lady Gaga (che stimo ed è sempre nel mio cuore per aver fatto un disco strepitoso), per me lo potrebbero fare benissimo, come del resto mia zia può mettere un tubino nero aderente nonostnte abbia il punto vita di una botte o Bambola Ramona può andare in giro con due tette grosse come la cupola di San Pietro, ma non venite a dirmi che discrimino le persone perché le guardo in modo interdetto e non ditemi che essendo gay dovrei essere ancora più tollerante proprio perché vivo in continuazione una situazione di discriminazione sociale. Smettiamola di confondere il coraggio con il cattivo gusto.

una cosa è certa, in Italia non c’è una lobby gay, come in altri paesi di origine anglosassone. La difficoltà di fare corporazione è palese con tutti i danni che ne deriva.

Se c’è un potere che abbiamo è sicuramente nelle idee ma ancor più aimè nel portafogli. Quando una azienda cerca di far soldi facendosi pubblicità in questa maniera così, vogliamo dirlo?, garbata, dovremmo premiarla al massimo affinchè sia d’esempio per le altre.

Anche un altra azienda ultimamente si è distinta in quanto garbatamente attenta al nostro target(garbatamente= niente checche isteriche o ostentazioni di vario genere, ma la ‘normalità’ della vita di tutti i giorni in una coppia gay) ed è Poltronesofà, come visto su Queerblog.

Facciamo gruppo una buona volta?