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Ogni tanto vado su: http://www.macchianera.net/ un blog che vi consiglio(ovviamente) e ci trovo sempre qualcosa su cui ragionare! C’è una “rubrica a puntate” che potete trovare tutta insieme qui su Facebook che mi fa sbellicare dalle risate a volte, a volte invece storcer la bocca, mi mette dubbi e conferma certezze.

Per chi mi legge(bontà vostra) non è un mistero la mia appartenenza ad un coro Gospel.

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Non è un mistero nemmeno che abbia dubbi immensi che si ripropongono a fasi alterne sull’opportunità o meno di cantare Gospel, visto e considerato che non ho una ferrea fede nel dio di cui canto. Non ho fede anzi. Lo spiegavo più o meno bene qui. Venendo al punto, volevo consigliarvi la lettura di questo post e chiedervi cosa ne pensate! …. bellissima la parte in cui “l’intervistatore”, capirete perchè è tra virgolette, chiede all’intervistato se la sua teoria su Dio è basata su persone che sentivano le voci. Che se ci penso, oggi arrivasse qualcuno che dice di parlar con Dio, il Vaticano stesso lo taccerebbe di eresia e di pazzia no?! Che poi loro ci parlano tutti i giorni o no? Forse si accontentano delle cronache di centinaia di anni fa? Beh si certo saranno certamente attuali anche oggi…anche se il lattice non si sapeva ancora cosa fosse e l’HIV nemmeno.

Parliamo di questo lattice, giusto per esser chiaro:

preservativi

:-*

di Filippo Facci da Macchianera

Certo antirazzismo è solo un razzismo visto di spalle, un razzismo in buona fede. Controllate: solo i titoli dei giornali italiani si sono soffermati così tanto sul colore delle pelle di Obama; il Riformista con «L’uomo nero», Libero con «Strano ma nero», il Manifesto con «Indovina chi viene a cena», il Giornale con «l’America cambia pelle», Liberazione addirittura con «Black Power»: e via così.

E’ provincialismo, certo, ma è anche una forma di razzismo blando e inconsapevole, a fin di bene: perchè il razzismo non è solo l’essere intolleranti con il diverso, ma è anche il sottolineare ogni volta che comunque è diverso. E’ lo stesso Obama a non aver fatto della sua razza un’identità politica, anzi, ha detto che l’epoca delle identità declinate in politica lui vorrebbe chiuderla: è americano, punto. L’ex atleta Fiona May, sul Corriere, ha detto una cosa giusta a metà: «Sull’integrazione gli italiani sono 20-30 anni indietro rispetto a inglesi e tedeschi e francesi». Ecco: non parlerei tanto degli italiani ma chi li rappresenta, classe giornalistica in primis, antirazzismo identitario in primis. Il razzismo non sarà sconfitto quando avremo presidenti anche asiatici, portoricani o di Montenero di Bisaccia: ma quando l’etnia originaria sarà irrilevante. Negli Usa ha vinto un uomo di colore, ed è uno straordinario punto d’arrivo: ma il prossimo grande balzo, per l’umanità, sarà non notarlo neppure.

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http://www.macchianera.net/2008/10/31/il-triangolo-no-2/