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Poche parole, più che altro uno spunto di riflessione…(leggendo il post su Queerblog ma soprattutto i commenti)…

Nessuno si è chiesto se fosse giusto o no mettere al pubblico sbeffeggio il povero seminarista, ripreso dalla Rai durante la tentata aggressione al Papa? Mi chiedo, quel ragazzo, ammesso che sia gay e non è affatto detto, non avrà avuto grane a seguito di tutti i gruppi a lui dedicati su Facebook? Qualcuno mi parlava del fenomeno bullismo informatico, questo potrebbe esserne un chiaro esempio.

Ammetto che appena visto il filmato anche a me è scapata una risata…Ma poi mi son chiesto (anche grazie ad Angelo, un amico) se mai qualcuno ha chiesto il suo permesso per divulgare ed usare in certo modo la sua immagine.

Pensiamoci la prossima volta!

Spot ministeriale 2009. Ovviamente non si nomina mai il preservativo utile alla prevenzione. Sembra che la lotta all’Aids si possa fare solo facendo le analisi, che al limite ti dicon che sei già malato.

Bello!! NO, NO, MOOOOLTOOOO BELLO!  Complimenti a Ozpetek per essersi prestato a questa merda!

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Sabato 16 maggio è dinuovo ora di scendere in piazza per il Pride 2009. O meglio…GAY PRIDE!

Orgogliosi di esser come siamo, orgogliosi di far capere al mondo che non siamo mostri o alieni, ma gente comune che è differente per un piccolo particolare e cioè le nostre scelte sessuali. La cosa dovrebbe in definitiva non interessare, visto che la sessualità dovrebbe far parte di una dimensione privata dell’individuo. Peccato però che se nella vita di tutti i giorni non siamo liberi di citare il fatto che si conviva con una persona del nostro stesso sesso, in automantico, il nostro gusto sessuale diventa di dominio pubblico e fonte di scandalo. Se devo giustificare il fatto che sono mano nella mano con una persona del mio stesso sesso, sono gli altri che ci stanno chiedendo cosa siamo e non noi a volerlo esplicitare. In definitiva scontiamo il problema di qualcun’altro. Fosse per noi faremo la nostra vita tale e quale quella di tante altre persone che incontri per strada! Ora, visto che ce lo chiedete:” SI! siamo gay e lesbiche va bene?…ok adesso?…Ne siamo orgogliosi!!! E vogliamo combattere per il nostro diritto a esser considerati non pericolosi”.

P.s.: “se ci andassimo come persone “normali”, “ordinarie”, con il nostro maglioncino, giacca, jeans, cappellino, zainetto, ecc., ecc,…di tutti i giorni?”

Il buon LORD è sempre un esempio. Lo A-DO-RO! Da quando ho scoperto il suo Blog non posso farne a meno….a parte le risate che mi fa fare, ha una sensibilità affine alla mia e soprattutto scrive meglio di me. 😛

Tempo fa scrissi di come non sopportassi le esagerazioni durante i Pride e di come avrei desiderato che la Stampa per una volta si concentrasse su tutti i ragazzi e ragazze che sfilavano allegri e felici d’esserci nella loro veste di tutti i giorni….Beh LORD come al solito ha reso molto meglio ciò che volevo dire…ed ora che i Pride si riavvicinano sogno dinuovo di articoli e servizi in tv con noi Gay e Lesbiche “normali”!

Costanzo: Lui è un uomo coraggioso perché va in giro vestito così…

Qualche sera fa il buon Insy era ospite al Maurizio Costanzo per presentare il suo libro e parlare di omosessualità che ovviamente non è che a Insy lo invitano per parlare delle centrali nucleari in Italia e quindi si stava tutti allegramente parlando di finocchi, quando ad un certo punto interviene questo tipo vestito come una sposa con tanto di collana di perle, giacchetta bianca avvitate e cappello messo di tre quarti sulla testa e per un istante sono tutti d’accordo nel dire che è una persona coraggiosa a vestirsi così e chi lo giudica è una persona cattiva. Ma tu guarda, e io che stavo giusto pensando che era ridicolo… sarei dunque cattivo? Io con questa faccetta d’angelo!? Ok, allora se mi dite che sono cattivo, faccio veramente il cattivo, perché mica posso essere sempre quello che scrive racconti sentimentali alla libro Cuore e che parla di futilità e di Lindsay Lohan e tra parentesi, avete visto il suo nuovo spot per la Fornarina quanto è adorabile?! Ma tornando a Costanzo; da quando vestirsi male è sinonimo di essere coraggiosi? Nel senso, coraggioso è andare a fare la cacca in un bagno pubblico o la mia donna delle pulizie quando entrava in camera scavalcando montagne di vestiti era coraggiosa, ma da quando vestirsi in modo assurdo è diventato coraggioso? Perché allora anche Camilla è coraggiosa a mettere i suoi cappelli con piume di fagiano e anche mia madre è coraggiosa ad ostinarsi ad indossare i jeans a vita alta. Ma soprattutto, cosa c’entra tutto questo con l’omosessualità? I gay sono quelli che si svegliano tutti i giorni e vanno a lavoro a prescindere dall’abito che portano, sono quelli che si incontrano con gli amici per andare a mangiare una pizza, che leggono il giornale, che comprano Vanity Fair, che fanno cose che farebbe qualunque altra persona con un minimo di cervello e si, magari qualche volta hanno una voce effeminata o si muovono come Jessica Rabbit o qualche volte sono muscolosi e barbuti, ma questo cosa c’entra con gli abiti che indossano? Ognuno è libero di mettere quello che vuole che sia etero, gay, trans, cane o gatto, ma non si associ la figura del gay con l’essere vestito da pagliaccio perché mi incazzo come avessero rapato a zero la mia Barbie Cher. Dice Costanzo che sono ipocriti quelli che usano la parola “non vedente” anziché “cieco”, ma allora non è ugualmente da ipocriti dire che uno truccato come quelli del Cirque Du Soleil non vada guardato con curiosità e divertimento? All’opinione pubblica fa troppo comodo associare immediatamente l’immagine dello stravagante a quella del gay e guada caso sono proprio i più pagliacci a beccarsi le foto e i primi piani durante i vari gay pride. Sono quelli come questo fantoccio qui, che durante una sciocca puntata del Maurizo Costanzo Show, si beccano tutte le inquadrature perché ad essere gay in giacca e camicia non si è abbastanza riconoscibili e allora facciamo vedere il ridicolo di turno che lui si che si vede che è gay senza il bisogno di mettere i titoli in sovraimpressione. Ho un sacco di amici gay e vi assicuro che nessuno si veste da matta e neanche questo è il punto, perché se si volessero vestire di bolle di sapone come Lady Gaga (che stimo ed è sempre nel mio cuore per aver fatto un disco strepitoso), per me lo potrebbero fare benissimo, come del resto mia zia può mettere un tubino nero aderente nonostnte abbia il punto vita di una botte o Bambola Ramona può andare in giro con due tette grosse come la cupola di San Pietro, ma non venite a dirmi che discrimino le persone perché le guardo in modo interdetto e non ditemi che essendo gay dovrei essere ancora più tollerante proprio perché vivo in continuazione una situazione di discriminazione sociale. Smettiamola di confondere il coraggio con il cattivo gusto.

Eccomi qui, a casetta mia, stanco, stanchissimo ma assai felice. Come sempre l’immersione nella mia comunità mi ricarica e mi commuove, mi da brividi di gioia e meraviglia. Non sono solo e posso sperare in un futuro migliore.

Ieri a Bologna c’era allegria, politica e impegno sociale, tutto condito da un gran caldo che non è pero riuscito a frenare la voglia di urlare all’Italia e non tanto al mondo, che ci siamo e vogliamo continuare ad esserci.

Noi LGBT c’eravamo ma una assenza si è colta su tutte, quella dei bolognesi!! Dov’erano i cittadini di Bologna? Tutti al mare? tutti in viale Indipendenza a far shoopping? Ricordo a Torino nel 2006 quanta gente avevamo ai bordi del corteo che seguiva con divertimento e curiosità il serpente arcobaleno!! Ieri a Bologna ho visto poca curiosità ed interesse da parte della città! Ma tant’è!

Dal palco Vladimir Luxuria ed il Presidente Arcigay mi han fatto venire i brividi, peccato che il discorso di Zaino non sia stato menzionato dagli organi di stampa perchè l’ho trovato particolarmnte ispirato e con le palle! Cosi come quello della Leader Arcilesbica Brandolini, ma ovviamente erano i meno accomodanti! Spero di poterne entrare in possesso per pubblicarli!

Poca eccentricità e provocazione, un serpente fatto di ragazzi e ragazze, transessuali, signori e signore,  che puoi incontrare ogni giorno nella vita normale, alla posta così come in coda al supermercato. Niente nudità ostentate e poco cuoio (a parte il carro di una discoteca, ma ci stà). Tante e tante ragazze come da tempo non ne vedevo, ricordo 10/15 anni fa quanto fosse difficile coinvolgere le lesbiche, ora son quasi più dei maschi.

Aggiungo il piacere di camminare con i miei amici: Angelo, Alessandro :-), Luca, Bruno e Mont. Anche loro lottano come me tutti i giorni, facendo politica con la loro vita quotidiana!

le foto:

 

Si, sto pensando di andare al Pride di Bologna. Almeno uno me lo devo fare, ci tengo. L’occasione di manifestare con migliaia di persone da tutta Italia e perchè no dall’estero non me la voglio perdere. Sò che mi commuoverò, qualche lacrima mi uscirà di sicuro, avrò la pelle d’oca e farò amicizia. Insomma sarò orgoglioso di farmi vedere alla luce del sole, in quanto Gay e persona ”normale” che come tutte le altre persone non gay vanno al mattino a lavorare, pagano le tasse e cagano da seduti 🙂

Penso anche al fastidio che proverò, quando vedrò i fotografi della stampa e le telecamere distogliere i loro obbiettivi da noi Gay ordinari e tranquilli (passatemi il termine) per dirigerli verso tutto ciò che falsamente sembra ogni anno, rappresentare la comunità omosessuale nelle sfilate Pride, parlo di tutti quei personaggi che arrivano belli ignudi, con le tette al vento o le più disparate mise, che dovrebbero esser parte privata di una camera da letto o al massimo di una festa trasgressiva in locale, e non certo per strada!

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Cosa cazzo centrano con l’orgoglio gay o trans o lesbo ???? Di cosa sono orgogliosi in questo momento queste persone? Dei loro seni rifatti, dei loro corpi statuari, di esser a Carnevale? boh! Siamo solo sesso e carne noi gay!? No, perchè se vogliamo avvalorare quest’idea non preoccupiamoci più di sostenerla perchè è già ben radicata!

E’ certo che ciò che ci viene rinfacciato come differenza inaccettabile dalla moralità diffusa è il fatto che si faccia sesso fra persone dello stesso genere, ma ciò non significa dover spiattellare ogni piè sospinto tutto quello che facciamo fra di noi in intimità. Già lo sanno grazie! Se poi vogliam passare come quelli che voglion una famiglia (??) o quelli che hanno diritto come tutti gli altri a camminare per strada mano nella mano, pensate veramente di ottenere questi diritti con le tette al vento o i dildos in bocca per strada? Io credo di no.

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Penso che sfilare con i nosti corpi coperti di vestiti normali, sfilare con le parole ed i gesti come se fossero un prolungamento della nosra vita di tutti i giorni possano aiutare molto ma molto di più.

Ma molto molto di più!