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Un motivo ci sarà!

Qualcuno che parla in nome di Dio anzi, peggio, al suo posto è una delle cose più aberranti e schifose che vedo nel mondo di oggi.

Ai miei occhi di uomo, penso moderno è impensabile che un Dio se c’è, non intervenga e prenda parola in casi come la prossima(speriamo di no) lapidazione della donna iraniana Sakineh o di tutte le persone prigioniere nei bracci della morte, spesso innocenti o colpevoli solo di esser diverse.

Dio non c’è.

Dio è morto?

Dio semplicemente se c’è, è talmente lontano da noi da non sentire suoi questo tipo di problemi.

Dio come lo vogliamo noi non esiste.

Gli uomini che parlano di Dio come se lo avessero visto ed incontrato, spesso son gli stessi che condannarono e tutt’ora lo fanno coloro che in qualche modo, sono scollati dalla realtà fisica e vedono ed interagiscono con un mondo ai più negato, quello immateriale. Eppure Dio non è forse immateriale?

Dio non è forse “magia”???

Dio è la natura! E’ l’energia che muove tutt’intorno. Sono le stagioni, sono i tentativi sempre più disperati di contenere quel cancro che siamo noi uomini. Dio è il bene che ancora madre terra ci vuole nonostante i calci che le diamo.

La minaccia non è una donna che vuole poter scegliere il proprio destino, non è l’omosessuale, la minaccia non è lo scienziato. La minaccia è nascosta sotto la facciata dei perbenisti, dei politici corrotti, delle chiese piene d’oro, dei rabbini razzisti, dei leader islamici che spacciano droga……

Dio se c’è, tutto questo non lo vede nemmeno….siam così piccoli, ma tanto piccoli!

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Queerblog ha pubblicato il testo della proposta avanzata dalla Francia all’unione Europea:

Abbiamo l’onore di presentare questa dichiarazione sui diritti umani realtivamente all’orientamento sessuale e all’identità di genere […]

1. Riaffermiamo il principio di universalità dei diritti umani, così come sancito nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo di cui quest’anno si celebra il 60esimo anniversario e che all’articolo 1 proclama che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”;
2. Riaffermiamo che ogni individuo ha diritto a godere dei diritti umani senza distinzioni di alcun tipo, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione, così come stabilito nell’Articolo 2 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e nell’articolo 2 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali e nell’articolo 26 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici;
3. Riaffermiamo il principio di non-discriminazione che richiede che i diritti umani siano estesi a tutti gli esseri umani indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere;
4. Siamo profondamente preoccupati per le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali basate sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere;
5. Siamo anche preoccupati che le persone di tutti i paesi del mondo siano oggetto di violenze, persecuzioni, discriminazioni, esclusioni, stigmatizzationi e pregiudizi a causa del loro orientamento sessuale o della loro identità di genere e che queste pratiche minino la loro integrità e dignità;
6. Condanniamo tutte le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere ovunque avvengano ed in particolare la loro penalizzazione attraverso la pena di morte, le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie, la pratica della tortura, altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti, l’arresto o la detenzione arbitrarie e la privazione dei diritti economici, sociali e culturali, compreso il diritto alla salute;
7. Richiamiamo la dichiarazione del 2006 emessa di fronte al Consiglio per i Diritti Umani da 54 paesi, per richiedere al presidente del Consiglio di fornire un’occasione per discutere di queste violazioni durante un’appropriata futura sessione del Consiglio;
8. Accogliamo con favore l’attenzione conferita attraverso speciali procedure a questi temi dal Consiglio dei Diritti Umani e dai soggetti del trattato e li incoraggiamo a continuare a considerare, nell’esercizio dei loro mandati, le violazioni dei diritti umani basate sull’orientamento sessuale;
9. Accogliamo l’adozione della Risoluzione AG/RES. 2435 (XXXVIII-O/08) su “Diritti umani, Orientamento Sessuale e Identità di Genere” dell’Assemblea Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani, emessa durante la 38esima sessione, il 3 giugno 2008;
10. Richiamiamo tutti gli stati e i maggiori organismi per la protezione dei diritti umani ad impegnarsi a promuovere e proteggere i diritti umani di tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere;
11. Esortiamo gli Stati a prendere tutte le misure necessarie, in particolare legislative o amministrative, per assicurare che l’orientamento sessuale o l’identità di genere non possano essere, in nessuna circostanza, la base per l’attuazione di pene criminali, in particolare di esecuzioni, arresti o detenzioni;
12. Esortiamo gli Stati ad assicurare che le violazioni dei diritti umani legate all’ orientamento sessuale o all’identità di genere siano investigate e che gli autori siano perseguiti e tenuti a renderne conto in termini giudiziari;
13. Esortiamo gli Stati ad assicurare un’adeguata protezione ai difensori dei diritti umani e a rimuovere gli ostacoli che impediscono loro di portare avanti il loro lavoro relativamente alla tutela dei diritti umani e alla lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.